Una famiglia. Quattro generazioni. Un solo olio.
Da Angelo a Domenico, da Pietro ai figli Domenico e Gennaro: la nostra storia non è quella di un marchio costruito a tavolino, ma di una famiglia che ha continuato a fare olio sulla stessa terra, con la stessa idea di fondo: controllare ogni passaggio, senza intermediari e senza compromessi.
Generazioni nella stessa filiera
Bisnonno Angelo, nonno Domenico, papà Pietro, oggi Domenico e Gennaro. Ogni generazione ha aggiunto qualcosa, senza cancellare ciò che c’era prima.
Non una fabbrica. Una storia di famiglia.
La nostra storia parte dal bisnonno Angelo Pinto, in un Cilento fatto di campagne, muretti a secco, raccolte manuali e giornate scandite dal lavoro degli ulivi. Da lì nasce un modo di fare olio rimasto fedele alla sua origine: poche parole, molta cura, controllo diretto di ogni passaggio.
Con il nonno Domenico, poi con papà Pietro, quella scelta non è stata abbandonata. È diventata più tecnica, più ordinata, più consapevole. Oggi Domenico e Gennaro portano avanti la stessa linea: produrre un olio extravergine che abbia ancora il volto della famiglia che lo fa.
Da Angelo a Domenico, da Pietro ai figli.
La nostra storia non procede per slogan, ma per passaggi di mano. Ogni generazione ha custodito un pezzo del lavoro: la terra, il frantoio, la tecnica, la vendita diretta.
Angelo Pinto
È la radice della famiglia. Con Angelo comincia il rapporto diretto con la terra: ulivi, raccolta manuale, frantoio tradizionale e un modo semplice di intendere l’olio, fatto prima di tutto di fiducia.
Domenico Pinto
Il nonno Domenico raccoglie l’eredità di Angelo e la porta avanti in anni difficili, quando l’olivicoltura era ancora fatica quotidiana. Rafforza il legame con gli oliveti e trasmette alla famiglia l’idea che l’olio non sia solo prodotto, ma responsabilità.
Pietro Pinto
Pietro rappresenta il passaggio dalla tradizione alla gestione moderna. Mantiene il controllo familiare della filiera, investe nella lavorazione, nella cura del frantoio e nella vendita diretta, senza trasformare l’olio in un prodotto anonimo.
Domenico e Gennaro
Oggi la quarta generazione continua il lavoro di famiglia: oliveti, frantoio, imbottigliamento, vendita diretta e accoglienza. Domenico e Gennaro rappresentano il futuro dell’Oleificio Pinto, ma non partono da zero: portano avanti una storia già scritta nella terra, negli ulivi e nel nome di famiglia.
Continuità operativa, frantoio, rapporto diretto con chi sceglie il nostro olio.
Cura degli oliveti, identità familiare e nuova energia nella gestione dell’azienda.
Non un brand. Un cognome.
Dietro ogni bottiglia non c’è una struttura anonima, ma una famiglia. Chi raccoglie, chi molisce, chi segue il frantoio e chi porta avanti gli oliveti: sono persone con un nome, una storia e una responsabilità diretta.
Se chi produce ci mette il nome, l’olio non può essere qualsiasi.
Pietro Pinto
“L’olio buono non si fa con la fretta. Si fa con la pazienza di farlo bene.”
Domenico Pinto
“La tradizione non va ripetuta: va capita, difesa e portata avanti.”
Gennaro Pinto
“Questa terra non è solo il luogo dove lavoriamo. È il motivo per cui lavoriamo così.”
Quattro scelte che non discutiamo.
Non sono “valori aziendali” da brochure. Sono decisioni concrete che prendiamo ogni anno, anche quando costano di più, anche quando rallentano la produzione.
Le olive sono solo le nostre.
Cinquemila ulivi, tre oliveti, una sola filiera. Non compriamo olive da terzi, non miscelliamo con oli di provenienza ignota, non rivendiamo prodotti di altri con la nostra etichetta.
Dalla pianta al frantoio in tempi rapidi.
Le olive perdono qualità ogni ora che passa dalla raccolta. Per questo lavoriamo con tempi stretti e attenzione continua. La freschezza della materia prima è il primo criterio di qualità.
Estrazione a freddo, sempre.
Temperature controllate, nessuna scorciatoia, nessun calore usato per forzare la resa. È una scelta più lenta e meno comoda, ma preserva aromi, struttura e identità dell’olio.
Vendita diretta.
Dal frantoio alla tavola, senza passaggi inutili. Chi compra il nostro olio sa da dove viene, chi lo ha prodotto e perché ogni bottiglia porta il nostro cognome.
Un olio è il posto da cui viene.
Ci sono molti modi di fare olio in Italia, e ognuno racconta un pezzo del paese che lo produce. Il nostro racconta il Cilento: terra del Parco Nazionale, patria di Elea-Velia e casa della dieta mediterranea.
I nostri uliveti stanno tra la costiera cilentana e il Monte Stella, su quote diverse. Ogni quota dà alla pianta qualcosa che le altre non possono dare. Il risultato è un olio con più voci dentro: collina, mare, sole, vento.
Conosci i nostri oliveti →Tra olive, mare e una terrazza che vale il viaggio.
Il nostro frantoio non è un capannone industriale chiuso al pubblico. È un posto vivo, dove chiunque può venire, vedere, chiedere. Durante la stagione della raccolta puoi vedere le olive entrare appena colte e uscire trasformate in olio nel giro di poche ore.
Vieni a comprare l’olio direttamente al frantoio
Ti mostriamo come lavoriamo e porti a casa l’olio direttamente dal luogo in cui viene prodotto.
Porta le tue olive a molire
Se sei un olivicoltore del Cilento e cerchi un frantoio serio, organizziamo il conferimento e la lavorazione.
Vieni in visita guidata su appuntamento
Raccontiamo la storia dell’olio, mostriamo il frantoio e organizziamo degustazioni su appuntamento.
L’olio della raccolta 2025/26 è qui.
Quattro generazioni hanno fatto in modo che oggi tu possa portare a casa una bottiglia di olio vero senza dover guidare fino in Cilento. Il giro lo abbiamo già fatto noi.